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Keep on wrappin!

DA TRADURRE  – Giovedì e Venerdì 28/29 settembre si è tenuto a Bologna il corso di II livello di interior wrapping. Come docente della parte teorica, ho cercato di passare alcuni concetti base della progettazione di interni: dal conoscere i trend passati e attuali al saperli tradurre in un mood-board. Abbiamo riflettuto sul valore della propria identità, nel momento in cui ci si propone ad un cliente. Lo scambio è sempre molto interessante e ad ogni edizione, emergono considerazioni inaspettate quanto illuminanti.

Il secondo giorno di training è dedicato invece alla pratica: l’accosto forzato su cartongesso, l’accosto invisibile su materiali lisci, le funzioni dei primer e tanti altri piccoli trucchi, che Emiliano Rabbi applicatore e trainer 3M endorsed, svela a tutti i suoi allievi.

Tolti i panni dell’insegnante, ho deciso questa volta di fermarmi anch’io a Bologna, presso la Spandex Academy e approfondire la mia competenza da applicatore: detto fatto, ho ricevuto il mio attestato di merito. Come raccontava Michele De Lucchi nella sua Passeggiata al Salone del Mobile 2015,  il lavoro manuale è una parte di attività fondamentale, che libera la mente e rende migliori. Sarà perché l’ha detto lui, sarà perché amo i lavori manuali, ma mi sono divertita molto e i risultati non sono stati da meno!

La tecnica del wrapping, nata per la decorazione dei mezzi commerciali si applica oggi anche nell’interior su elementi d’arredo e pareti. Oltre 900 finiture della famiglia DI-NOC assicurano risultati durevoli e qualitativamente eccellenti: se applicati da una persona certificata, sono garantiti 10 anni.

Il mio studio da anni utilizza queste soluzioni per fare il “remake-up” a negozi, ristoranti e uffici. In pochissimo tempo, senza il fastidio di una cantiere, si possono migliorare la qualità degli interni e renderli attuali.

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